Investire su Derivati del Mais

Investire su derivati del mais è una necessità nata per consentire ai player del settore agricolo di tutelarsi contro fluttuazioni di prezzo sfavorevoli. E’ infatti essenziale che un produttore di mais possa bloccare il prezzo di vendita fin dall’inizio della semina evitando perdite in caso di prezzi futuri in declino (strategia di copertura chiamata “hedging”).

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Oggi investire su derivati del mais significa principalmente fare speculazione attraverso la compravendita di future per ottenere grandi profitti su mercati come il Chicago Board of Trade e il Chicago Mercantile Exchange (uniti nel 2007 sotto il nome CME Group). Un future è un contratto per l’acquisto o vendita di una determinata quantità di un bene (nel nostro caso, mais) ad una data futura ad un prezzo stabilito dalle parti. Nello specifico, i future sul mais sono quotati in penny per bushel (unità di misura del mais che corrisponde ad un volume di circa 35 litri), con data di consegna fissata cinque volte all’anno (dicembre, settembre, luglio, marzo e maggio).

E’importante sottolineare che investire su derivati del mais non comporta l’effettiva consegna del bene (l’investitore vedrebbe consegnarsi la quantità di mais acquistato!): investire in derivati del mais consiste infatti nel lucrare sulla differenza tra il prezzo del future e quello di mercato a scadenza dello stesso, chiudendo la sua posizione con una transazione opposta (“off-set transaction”) a quella intrapresa all’inizio dell’investimento.

La quantità minima acquistabile è di 5.000 bushel ed il prezzo generalmente non può variare oltre qualche decina di penny per bushel: per ottenere grandi guadagni il trader dovrà quindi investire su derivati del mais in grandi quantità facendo uso della leva finanziaria.

Il prezzo del mais degli ultimi anni ha registrato record storici mettendo in fibrillazione i relativi future: decisamente un’ottima opportunità per investire su derivati del mais sui mercati internazionali.